La Bolletta e i Pagamenti

La Bolletta e i Pagamenti

Indice

Prezzi e Consumi

Il costo del servizio di fornitura di elettricità e/o gas naturale è formato da quattro componenti principali:

  1. spesa per la materia energia;
  2. spesa per il trasporto e la gestione del contatore;
  3. spesa per oneri di sistema;
  4. totale imposte e IVA.

Molti degli importi si pagano in relazione al consumo, ossia in Euro/kWh oppure Euro/Smc.

Bisogna ricordare anzitutto che mentre la bolletta è emessa dal venditore, l’attività di lettura dei contatori è svolta dal distributore, che invia i dati al venditore.

In bolletta possono essere pertanto presenti dati di consumi effettivi rilevati dal distributore al momento della lettura del contatore, dati effettivi comunicati dal cliente tramite autolettura e dati di consumo stimati.

I consumi sono fatturati nella bolletta per il periodo di competenza. E’ in ogni caso previsto il divieto di fatturare consumi per periodi successivi alla data di emissione della fatturazione.

Bisogna ricordare anzitutto che mentre la bolletta è emessa dal venditore, l’attività di lettura dei contatori è svolta dal distributore, che invia i dati al venditore.

In bolletta possono essere pertanto presenti dati di consumi effettivi rilevati dal distributore al momento della lettura del contatore, dati effettivi comunicati dal cliente tramite autolettura e dati di consumo stimati.

I consumi sono fatturati nella bolletta per il periodo di competenza. E’ in ogni caso previsto il divieto di fatturare consumi per periodi successivi alla data di emissione della fatturazione.

Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (servizio di maggior tutela o servizio di tutela), i consumi effettivi corrispondono a quelli rilevati al momento della lettura del contatore e comunicati al venditore, effettuata dal distributore, o dell’autolettura da parte del cliente.

Se si ha un contratto nel mercato libero le modalità di calcolo dei consumi sono definite dal contratto di fornitura stipulato col venditore.

I consumi effettivi devono essere corretti, nel caso di fornitura di gas naturale, qualora il contatore non sia provvisto di correttore dei volumi di gas, tramite l’applicazione del coefficiente “C”.

 

Indica che la bolletta contiene un ricalcolo di consumi, o corrispettivi, già fatturati in precedenti bollette.

I ricalcoli si possono verificare nel caso di:

  1. successiva disponibilità di dati di misura effettivi messi a disposizione dal distributore, comprese le autoletture, a seguito di precedenti bollette basate su letture stimate;
  2. modifica dei consumi già fatturati dovuta ad esempio ad una ricostruzione dei consumi per malfunzionamento del contatore o ad un errore nel dato di lettura comunicato dal distributore;
  3. modifica dei prezzi applicati, ad esempio legati a specifiche sentenze del Giudice amministrativo.

Il ricalcolo, che può dar luogo ad un saldo a debito o a credito del cliente,  non annulla né sostituisce le bollette precedentemente emesse per i periodi oggetto della rettifica, salvo diversa indicazione dell’esercente.

Si dicono “stimati” i consumi che vengono attribuiti in mancanza di letture rilevate (o autoletture).

Nei casi di utilizzo di proprie stime, il venditore determina il dato di misura stimato sulla base dei consumi storici effettivi del cliente, come forniti dall’impresa di distribuzione ed eventualmente integrati con altre informazioni ritenute utili alla determinazione dei prelievi del cliente finale. Tali stime, inoltre, devono essere determinate riducendo al minimo lo scostamento tra consumi effettivi e consumi stimati.

Se si ha un contratto nel mercato libero il venditore può determinare il dato di misura stimato utilizzando un criterio differente da quello sopra indicato. Tale stima deve comunque essere determinata riducendo al minimo lo scostamento tra consumi effettivi e consumi stimati.

Il venditore è tenuto ad utilizzare nelle bollette periodiche i dati di misura dei consumi secondo questo ordine:

  1. dati di consumo effettivi messi a disposizione dall’impresa di distribuzione;
  2. autoletture comunicate dal cliente finale e validate dall’impresa di distribuzione;
  3. dati stimati (come messi a disposizione dall’impresa di distribuzione ovvero stimati dal venditore).

Se si ha un contratto nel mercato libero il venditore può stabilire un diverso ordine di priorità purché, almeno una volta ogni 12 mesi, emetta una fattura che contabilizzi consumi effettivi.

 

Bisogna ricordare anzitutto che nel caso in cui l’esercente fatturi – in aggiunta ai consumi effettivi – anche consumi stimati, quest’ultimi saranno conguagliati nella prima fattura utile che recepirà il dato di misura effettivo. Tuttavia, in una fattura che contiene consumi effettivi, non possono essere contabilizzati anche consumi stimati nei seguenti casi:

  1. se la periodicità di fatturazione è mensile;
  2. se il dato di misura finale del periodo è un’autolettura;
  3. in caso di mancato rispetto, anche isolato, della periodicità di fatturazione.

Se si ha un contratto nel mercato libero il venditore può derogare a quanto previsto dalle lettere a) e b), deve, invece, rispettare sempre il divieto di emissione di fatture miste nei casi di mancato rispetto della periodicità di fatturazione (lettera c)).

Invio e Pagamento

Le bollette periodiche di energia elettrica sono emesse con frequenza: bimestrale per i clienti domestici; mensile per i clienti non domestici connessi in bassa tensione e con potenza superiore a 16,5 kW; bimestrale per i clienti non domestici connessi in bassa tensione e con potenza inferiore a 16,5 kW.

Le bollette periodiche del gas naturale sono emesse con frequenza: mensile per i punti di riconsegna in cui è obbligatoria la lettura mensile con dettaglio giornaliero, per qualsiasi livello di consumo; per i punti di riconsegna in cui non è obbligatoria la lettura mensile con dettaglio giornaliero, invece, quadrimestrale per i clienti con consumo inferiore a 500 Smc/anno; bimestrale per i clienti con consumo tra 500 e 1500 Smc/anno; bimestrale per i clienti con consumo tra 1500 e 5000 Smc/anno; mensile per i clienti con consumo uguale o superiore a 5000 Smc/anno.

Se si ha un contratto nel mercato libero il venditore può aumentare la frequenza della fatturazione dei propri clienti.

Ciascuna bolletta deve essere emessa entro il termine di 45 giorni solari calcolati dall’ultimo giorno di consumo addebitato nella bolletta stessa.

Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità la bolletta deve indicare la data d’emissione e quella di scadenza per il pagamento, che deve essere fissata dopo almeno 20 giorni dalla data di emissione. Se il pagamento viene effettuato entro la scadenza indicata e con le modalità previste dal venditore (ad esempio: bollettino postale, banca, sportelli cassa del venditore stesso ecc.), il cliente è libero dai suoi obblighi.

Eventuali ritardi, da parte di chi ha riscosso la bolletta, nella comunicazione dell’avvenuto pagamento all’esercente, non possono essere imputati al cliente, a cui quindi non può essere sospesa la fornitura né addebitati interessi di mora.

Se si ha un contratto nel mercato libero i termini di pagamento della bolletta sono indicati nel contratto di fornitura.

 

Sì, ma solo per i clienti con contratto a condizioni regolate dall’Autorità (servizio di tutela); il venditore deve offrire almeno una modalità gratuita, a sua scelta, per il pagamento delle bollette in ciascuna provincia servita.

I clienti con contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) possono chiedere di pagare la bolletta a rate quando: la bolletta che contiene un ricalcolo per consumi effettivi, supera del 150% l’addebito medio delle bollette su consumi stimati; la bolletta di conguaglio è pari o superiore a 75 €; a causa di un malfunzionamento del contatore viene chiesto il pagamento di consumi non registrati dal contatore stesso; la bolletta in questione supera i 50 Euro.

Nel mercato libero la possibilità di rateizzare e i casi in cui si può fare è prevista in contratto. Italiangas consente sempre la rateizzazione di fatture per importi superiori agli 80€, per le quali non sia stato mai emesso un sollecito di pagamento e non ci sia, per il cliente, presenza di altri piani di rientro aperti.

Se si ha un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) la bolletta del cliente che si trova in una delle condizioni previste per ottenere la rateizzazione, deve contenere anche le informazioni riguardo le modalità richiederla. La rateizzazione deve essere richiesta al venditore entro i 10 giorni successivi alla scadenza di pagamento della bolletta. Se si presenta la richiesta in ritardo è facoltà del venditore concedere la rateizzazione, ma non è un diritto del cliente ottenerla. La rateizzazione non è obbligatoria per importi inferiori a 50 €. Se il cliente e il venditore non concordano una soluzione diversa, l’importo rateizzato è suddiviso in un numero di rate uguali, pari almeno al numero di bollette in acconto o stimate ricevute dopo l’ultima bolletta che conteneva un ricalcolo, e comunque un minimo due rate.

Nel mercato libero, quando la rateizzazione è prevista in contratto, sono stabilite anche le modalità con cui viene fatta. Nello specifico il cliente può: rivolgersi allo sportello di riferimento o alla sede locale più vicina, telefonare al Numero Verde 800.166.122, inserire la richiesta dall’area riservata del Portale on line oppure comodamente dallo smartphone tramite App Italiangas.

Fattura di Chiusura

Per fattura di chiusura si intende la bolletta emessa a seguito di cessazione della fornitura di energia elettrica e contenente la restituzione del deposito cauzionale eventualmente corrisposto dal cliente al venditore.

La cessazione della fornitura può avvenire per: cambio venditore (switching), disattivazione del punto, voltura.

Il cliente deve ricevere la fattura di chiusura entro 6 settimane dalla data di cessazione della fornitura.

I venditori sono tenuti ad informare ciascun cliente, interessato dall’emissione della fattura di chiusura per cambio venditore o voltura, della possibilità di comunicare l’autolettura e delle modalità per effettuarla, esplicitando il periodo in cui può essere comunicata.

L’obbligo è previsto nel caso di contatore in cui il trattamento è monorario. Sono esclusi i punti per cui viene richiesta la disattivazione della fornitura e/o i punti dotati di contatori elettronici in funzione.

Errori e Rettifiche

Se un cliente con contratto a condizioni regolate dall’Autorità (servizio di maggior tutela), paga la bolletta dopo la scadenza indicata, il venditore può chiedergli gli interessi di mora, per i giorni di ritardo, a un tasso pari al tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE) aumentato del 3,5%. Se il cliente è un buon pagatore (cioè ha pagato le bollette entro la scadenza nell’ultimo biennio), per i primi 10 giorni di ritardo deve pagare solo il tasso di interesse legale.

Se un cliente con un contratto nel mercato libero paga dopo la scadenza indicata sulla bolletta stessa, il venditore può chiedere solo gli interessi di mora e le spese eventualmente previste dal contratto.

Se il cliente non paga entro la scadenza indicata sulla bolletta, il venditore, per poter eventualmente sospendere la fornitura, deve costituirlo in mora, inviandogli, all’indirizzo corretto, una raccomandata (non è necessario l’avviso di ritorno) o una PEC che specifichi il termine ultimo di pagamento della bolletta non pagata. Deve essere indicata anche la data da cui il termine è calcolato, specificando se tale data sia quella di emissione della raccomandata o la data del suo invio. 

Il termine ultimo non può essere: Inferiore a 20 giorni solari, se è calcolato dall’emissione della raccomandata da parte del venditore (ossia quando il venditore non può documentare la data di invio); Inferiore a 15 giorni solari, se è calcolato dall’invio della raccomandata da parte del venditore; Inferiore a 10 giorni solari, se è calcolato dalla ricevuta di avvenuta consegna al cliente finale della comunicazione di costituzione in mora trasmessa tramite pec.

La comunicazione inviata con raccomandata o PEC, inoltre, dovrà indicare: le modalità con cui il cliente deve comunicare al venditore l’avvenuto pagamento (telefono, fax ecc.); il termine oltre il quale, se il cliente continua a non pagare, il venditore invierà al distributore la richiesta di sospensione della fornitura; l’eventualità che, se le condizioni tecniche del contatore lo consentono, prima della sospensione della fornitura la potenza verrà ridotta a un livello pari al 15% della potenza disponibile (se il cliente continua a non pagare, dopo 15 giorni di riduzione della potenza la fornitura verrà sospesa); i casi in cui il cliente ha diritto all’indennizzo automatico, se la fornitura viene sospesa senza il rispetto dei termini indicati; l’indicazione dell’eventuale futuro ricorso al sistema indennitario (Cmor, che consiste in un indennizzo applicato nella bolletta del nuovo venditore) nel caso in cui persista la morosità e il cliente cambi venditore.

Nel caso in cui il pagamento non venisse effettuato, il venditore comunque non potrà richiedere al distributore di sospendere la fornitura prima di 3 giorni lavorativi, a partire dall’ultimo giorno utile per il pagamento indicato nella comunicazione di messa in mora.

 

La fornitura non può mai essere sospesa in presenza di clienti definiti come “non disalimentabili”. Per tutti gli altri clienti, invece, la fornitura non può essere sospesa: nei giorni di venerdì e sabato e nei giorni festivi e prefestivi; se al cliente non è stata inviata la comunicazione di costituzione in mora nei modi stabiliti dalla regolazione dell’Autorità e non siano state rispettate alcune tempistiche minime definite dall’Autorità; se il pagamento della bolletta è già stato eseguito e comunicato al venditore, nelle modalità che quest’ultimo ha appositamente indicato nella comunicazione di costituzione in mora; se il venditore non ha provveduto a fornire una risposta motivata ad un eventuale reclamo scritto presentato dal cliente, relativo alla ricostruzione dei consumi a seguito di malfunzionamento del gruppo di misura accertato dall’impresa distributrice o relativo alla fatturazione di importi anomali; se l’importo del mancato pagamento sia inferiore o eguale all’ammontare del deposito cauzionale o della fideiussione rilasciata dal cliente finale

La fornitura non può mai essere sospesa, nemmeno per morosità, ai clienti, definiti “non disalimentabili” (per esempio i clienti che per ragioni di sopravvivenza sono connessi a macchine salvavita) e ad altri clienti per i quali, fino a quando sono rimasti serviti dall’impresa distributrice, non è stata prevista da parte della stessa impresa la sospensione della fornitura in relazione alle funzioni di pubblica utilità svolte dai medesimi.

Oltre ai clienti identificati ai sensi del piano di emergenza per la sicurezza del servizio elettrico di cui alla Delibera CIPE n. 91 del 16 novembre 1979.

Per riattivare una fornitura sospesa per morosità, occorre inviare al venditore la richiesta insieme con la documentazione dell’avvenuto pagamento, nei modi indicati nella comunicazione di messa in mora. Il venditore che riceve l’attestazione di pagamento del cliente deve immediatamente inviare al distributore la richiesta di riattivazione della fornitura. Se il venditore riceve dal cliente la documentazione dell’avvenuto pagamento dopo le ore 18:00 di un giorno feriale, l’invio al distributore può avvenire il giorno successivo.

Il distributore, quindi, deve procedere a riattivare la fornitura entro un giorno feriale (tutti i giorni tranne i festivi) dalla data di ricevimento della richiesta da parte del venditore (un giorno lavorativo se il contatore è telegestito).

Se invece della disattivazione è stata effettuata una riduzione della potenza disponibile inferiore al 15%, la riattivazione deve avvenire entro un giorno lavorativo.

 

Nel settore elettrico, i clienti con contratto a condizioni regolate dall’Autorità (servizio di maggior tutela) devono pagare: un contributo fisso di 26,76 €. Il contributo è ridotto del 50% quando c’è un contatore telegestito; un contributo per oneri amministrativi di 23 € per la riduzione di potenza o per la sospensione della fornitura; un contributo fisso, per oneri amministrativi, di 23 € per il ripristino di potenza o per la riattivazione della fornitura. Se la sospensione della fornitura è preceduta dalla riduzione di potenza, il contributo fisso deve essere richiesto una sola volta. Nel mercato libero i clienti devono pagare: un contributo fisso, per oneri amministrativi, di 26,76 €. Il contributo è ridotto del 50% quando l’utenza è presente un contatore telegestito; un eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.

Nel gas, invece, in caso di sospensione della fornitura per morosità, il venditore può richiedere al cliente il pagamento del costo effettivamente sostenuto per la disattivazione e la riattivazione. Per riattivare la fornitura occorre pagare in base a un prezzario stabilito dalla concessione che regola il servizio di distribuzione e/o reso pubblico dal distributore.

 

In questi casi, relativi principalmente al settore del gas, il distributore comunica al venditore se è fattibile, tecnicamente ed economicamente, il c.d. “taglio della colonna”. Il cliente è avvisato con raccomandata di questa possibilità. Nella comunicazione devono essere riportati i costi che verranno addebitati al cliente per questa operazione e per l’eventuale ripristino della fornitura.

Viene considerato cliente “cattivo pagatore” chi non paga nel corso di 365 giorni di fornitura almeno 2 bollette anche non consecutive, purché: per almeno una di esse sia stata tempestivamente avviata una procedura di sospensione della fornitura; nessuna di esse contabilizzi corrispettivi per ricostruzione dei consumi in caso di già accertato malfunzionamento del contatore; non sussistano crediti del cliente nei confronti del venditore per precedenti fatture non ancora liquidati dal venditore stesso; il venditore abbia provveduto nei tempi previsti a fornire una risposta motivata a una eventuale richiesta di rettifica di fatturazione o a un reclamo inerente corrispettivi non pagati.

 

Se i venditori non rispettano le regole, sono obbligati a corrispondere un indennizzo al cliente.

Morosità

Il venditore può richiedere al cliente un deposito cauzionale o una garanzia equivalente al momento della conclusione del contratto, se il contratto è a condizioni regolate o, se di mercato libero, se ciò è espressamente previsto.

 

I clienti che pagano le bollette con la domiciliazione bancaria o postale oppure con carta di credito sono esentati dal versamento del deposito. Il venditore deve restituire loro la somma eventualmente già versata come anticipo o garanzia.

Nel mercato libero, la possibilità di non pagare alcuna garanzia se ci si avvale della domiciliazione può essere offerta dal venditore, ma non è obbligatoria