La Fornitura

La Fornitura

Indice

Energia Elettrica

Allacciamento

È l’operazione che consente di collegare l’impianto del cliente finale alla rete locale di distribuzione. Può essere realizzato con procedura semplificata o normale e richiedere lavori semplici o lavori complessi. Si parla di “energizzazione” o “attivazione” quando, invece, l’allacciamento è già completato e occorre solo far arrivare l’energia elettrica all’impianto del cliente finale, eventualmente posando per la prima volta  il contatore o riposizionandolo ove in precedenza rimosso.

Sono considerati lavori semplici la realizzazione, la modifica o la sostituzione a regola d’arte, su richiesta del cliente, dell’impianto di proprietà del distributore, eseguiti con un intervento limitato alla “presa”, cioè alla conduttura in bassa tensione che alimenta un singolo o più clienti finali.

Sono considerati lavori complessi la realizzazione, la modifica o la sostituzione a regola d’arte, su richiesta del cliente, dell’impianto di proprietà del distributore in tutti i casi non compresi nella definizione di lavori semplici, cioè tutti i casi in cui non sia sufficiente intervenire sulla “presa”, ma il distributore debba, ad esempio, modificare o realizzare parti di linea elettrica.

Se il cliente desidera effettuare l’allacciamento, ma non ha interesse a sottoscrivere un contratto di fornitura di energia, deve rivolgersi al distributore territorialmente competente. Se invece la richiesta è finalizzata alla successiva attivazione della fornitura, il cliente deve rivolgersi ad una società di vendita per stipulare il contratto di fornitura e presentare la richiesta di allacciamento e attivazione.

L’allacciamento viene realizzato dall’impresa di distribuzione territorialmente competente. Una volta ricevuta la richiesta, il distributore realizza l’allacciamento dopo l’avvenuta esecuzione di eventuali adempimenti a carico del cliente finale e l’ottenimento di eventuali atti autorizzativi (che devono essere sempre indicati nel preventivo).

 

La richiesta di allacciamento può essere presentata utilizzando i canali e con le modalità resi disponibili dal venditore prescelto o, nei casi previsti, dal distributore, tra cui, ad esempio: di persona agli sportelli fisici, ove presenti sul territorio; mediante richiesta telefonica al Servizio Clienti, inviando richiesta scritta a mezzo sito web, posta, fax o e-mail.

I dati da indicare sono almeno: il fabbisogno di potenza; la tensione di alimentazione (di solito, per le abitazioni, bassa tensione 230 Volt); l’indirizzo della fornitura.

Nel caso di richieste riguardanti una pluralità di punti di prelievo, è necessario inoltre fornire: documentazione progettuale dell’insediamento; numero dei punti di prelievo da allacciare; la tensione di alimentazione; il fabbisogno complessivo di potenza. Isita la sezione della modulistica e trova il modulo di allaccio o nuova connessione.

Quando la richiesta di allacciamento viene presentata al proprio venditore e lo stesso è in grado di poter comunicare i costi di esecuzione delle prestazioni contestualmente alla richiesta, se il cliente conferma di voler procedere, il venditore informa il cliente delle tempistiche in cui riceverà il preventivo e trasmette la richiesta al distributore. Il distributore deve mettere a disposizione il preventivo al venditore entro 15 giorni lavorativi e il venditore deve inviarlo al cliente che decide se accettarlo (con le modalità indicate nel preventivo stesso) o meno.

A questo punto, se si tratta di lavori semplici, il distributore deve realizzare l’allacciamento entro 10 giorni lavorativi dalla data di ricevimento dell’accettazione del preventivo. In caso di lavori complessi, deve realizzare l’allacciamento entro 50 giorni lavorativi dalla data di ricevimento dell’accettazione.

I tempi previsti per la realizzazione dell’allacciamento e per l’attivazione della fornitura nel caso in cui il cliente debba eseguire dei lavori o ottenere  autorizzazioni poste a suo carico (ad esempio, quando sono necessarie autorizzazioni condominiali), decorrono dal momento in cui il cliente completa tali attività, purché siano state tutte indicate nel preventivo.

Il conteggio delle tempistiche, inoltre, viene sospeso per il tempo necessario al distributore per ottenere le autorizzazioni per poter eseguire il lavoro, tipicamente quelle che devono essere richieste ad Enti pubblici.

 

Il soggetto che installa ed effettua la manutenzione del contatore è il distributore.

Il cliente deve realizzare le opere murarie o i manufatti necessari per l’alloggiamento delle apparecchiature di consegna dell’energia e del contatore, secondo le specifiche indicate nel preventivo.

Attivazione

È l’operazione necessaria per ottenere la fornitura di energia elettrica per far funzionare l’impianto elettrico del cliente finale. Si richiede al venditore e viene realizzata solo dopo l’allacciamento alla rete e la stipula di un contratto di fornitura.

L’attivazione della fornitura va richiesta alla società con la quale si intende stipulare il contratto di vendita di elettricità, secondo le modalità previste.

La richiesta di attivazione presentata al venditore deve essere da questi trasmessa al distributore, che deve attivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta. Per contatori di tipo tradizionale la prestazione viene eseguita togliendo i sigilli al contatore stesso; per contatori di tipo elettronico, l’attivazione avviene generalmente in modo telematico senza necessità di intervento in loco.

 

I clienti con un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) devono pagare al venditore: un contributo fisso di 27,03 € per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore); un contributo fisso di 23 €; l’imposta di bollo (16,00 €) sul nuovo contratto come previsto dalla normativa fiscale.

I clienti che hanno scelto il mercato libero devono pagare al venditore: un contributo fisso di 27,03 € per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore); un eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.

L’esercente può comunque richiedere al cliente, al momento della conclusione del contratto, un deposito cauzionale o altra garanzia, come indicato nei singoli contratti, e, nei casi previsti dalla normativa fiscale, il pagamento dell’imposta di bollo (16,00 €).

Subentro

Il subentro, a differenza della voltura, è l’attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente e con qualsiasi società di vendita in seguito alla cessazione del contratto da parte del precedente cliente, che ha richiesto anche la disattivazione del contatore.

La richiesta di subentro va presentata alla società di vendita scelta, secondo le modalità previste dalla stessa. La società di vendita provvederà ad inviare la richiesta di attivazione al distributore territorialmente competente il quale provvede all’esecuzione della prestazione di attivazione entro 5 giorni lavorativi.

I clienti con un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) devono pagare alla società di vendita: un contributo fisso pari a 27,03 € a copertura di  oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore); un contributo fisso pari a 23 €; l’imposta di bollo sul nuovo contratto, pari a 16,00 €, come previsto dalla normativa fiscale in vigore.

I clienti che hanno scelto il mercato libero devono pagare alla società di vendita: un contributo fisso pari a 27,03 € a copertura di oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore); un eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.

L’esercente può comunque richiedere al cliente, al momento della conclusione del contratto, un deposito cauzionale o altra garanzia, come indicato nei singoli contratti, e, nei casi previsti dalla normativa fiscale, il pagamento dell’imposta di bollo pari a 16,00 €.

Disattivazione

È l’operazione necessaria per cessare, attraverso la chiusura del relativo contatore, l’alimentazione materiale della fornitura di energia elettrica (anche con l’apposizione di sigilli o con la rimozione del contatore).

La disattivazione della fornitura va richiesta al proprio venditore, utilizzando  le modalità dalla stessa indicate. Si ricorda che, per sciogliere anche il contratto di fornitura è necessario inviare al venditore il recesso nel rispetto del termine di preavviso massimo dalla normativa sul recesso (un mese).

La richiesta di disattivazione deve essere trasmessa dal venditore al distributore che, a sua volta, deve provvedere alla disattivazione della fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta.

I clienti in maggior tutela pagano un contributo fisso di 23 €.

Nel mercato libero il contributo dipende dalle singole condizioni contrattuali.

Appuntamenti con il cliente

Se per realizzare l’allacciamento, per attivare la fornitura o per altre prestazioni è necessaria la presenza del cliente, bisogna che il distributore concordi un appuntamento con il cliente.

Se il cliente chiede di posticipare la data proposta dal distributore, la durata del posticipo è esclusa dal conteggio del tempo di esecuzione della prestazione.

Gas

Allacciamento

È l’operazione che consente di collegare l’impianto del cliente finale alla rete locale di distribuzione. L’attività può essere eseguita con lavori semplici o lavori complessi a seconda delle specifiche attività da realizzarsi a cura del distributore.

Si parla di “attivazione” quando, invece, l’allacciamento è già completato e occorre solo far arrivare il gas all’impianto del cliente finale, eventualmente posando per la prima volta il contatore o riposizionandolo ove in precedenza rimosso.

Sono considerati lavori semplici la realizzazione, la modifica o la sostituzione a regola d’arte, su richiesta del cliente, dell’impianto di proprietà del distributore, eseguite con un intervento limitato all’allacciamento in bassa pressione  ed eventualmente al contatore.

Sono considerati lavori complessi la realizzazione, la modifica o la sostituzione a regola d’arte, su richiesta del cliente, dell’impianto di proprietà del distributore in tutti i casi non compresi nella definizione di lavori semplici, cioè tutti i casi in cui il distributore debba intervenire, ad esempio, sulla condotta stradale.

 

Se il cliente desidera effettuare l’allacciamento ma non è interessato a sottoscrivere un contratto di fornitura di gas, deve rivolgersi al distributore territorialmente competente. Se invece la richiesta è finalizzata alla successiva attivazione della fornitura, il cliente finale deve rivolgersi ad un venditore per stipulare il contratto di fornitura e presentare la richiesta di allacciamento e attivazione.

L’allacciamento viene realizzato dal distributore territorialmente competente. Una volta ricevuta la richiesta, il distributore deve predisporre e comunicare al richiedente il preventivo per l’esecuzione dei lavori.

Il richiedente riceve il preventivo anche nel caso in cui il punto di riconsegna non sia ubicato su strade, vie, piazze o altro luogo di passaggio, dove già esistono le condotte. In tali casi il distributore può rispondere negativamente alla richiesta di allacciamento, motivando l’impossibilità di eseguire il lavoro.

L’accettazione del preventivo deve avvenire con le modalità indicate nel preventivo stesso. Avvenuta l’accettazione, i lavori vengono realizzati dopo l’avvenuta esecuzione di eventuali lavori a carico del cliente finale e l’ottenimento di eventuali atti autorizzativi (tipicamente, la predisposizione di manufatti per alloggiare il contatore o l’ottenimento di autorizzazioni da privati), che devono comunque essere indicati nel preventivo.

La richiesta di allacciamento può essere presentata utilizzando i canali e con le modalità resi disponibili dal venditore prescelto o, nei casi previsti, dal distributore, tra cui, ad esempio: di persona agli sportelli fisici, ove presenti sul territorio; mediante richiesta telefonica al Servizio Clienti, inviando richiesta scritta a mezzo sito web, posta, fax o e-mail.

I dati indispensabili per la richiesta di allacciamento sono almeno: ubicazione del (o dei) punto di riconsegna del gas; dati identificativi del cliente finale  (nome e cognome, codice fiscale ecc.); potenzialità totale prevista degli apparecchi da installare (è importante per la scelta del tipo di contatore); categoria d’uso del gas; per punti di riconsegna con prelievi annui superiori a 200.000 metri cubi standard, impegno giornaliero, espresso in metri cubi standard/giorno, e prelievo annuo previsto. In ogni caso ogni venditore prevedere una modulistica ad hoc.

Il distributore effettua, se necessario, un sopralluogo e invia al cliente, attraverso il venditore o direttamente, un preventivo specificando se l’allacciamento richiede lavori semplici oppure lavori complessi e il costo previsto.

Per i lavori semplici il distributore deve comunicare il preventivo al cliente, attraverso il venditore o direttamente, entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.

In caso di lavori complessi, il distributore deve comunicare il preventivo al cliente, attraverso il venditore o direttamente, entro 30 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la richiesta.

No. Per ottenere l’attivazione della fornitura deve essere presentata (anche contestuamente alla richiesta di allacciamento) una apposita richiesta alla società di vendita. Inoltre, ai fini della pubblica incolumità, deve essere obbligatoriamente accertato che l’impianto interno, di proprietà del cliente finale, sia stato realizzato a regola d’arte. Il preventivo inviato al cliente finale, a seguito di richiesta di allacciamento, contiene le indicazioni necessarie per la presentazione della richiesta.

Il contatore viene installato dal distributore territorialmente competente. La scelta dell’ubicazione avviene secondo le modalità previste in accordo con l’ente locale che ha rilasciato la concessione e nel rispetto delle normative tecniche riguardanti la sicurezza degli impianti a gas.

Attivazione

È l’operazione che consente al cliente finale di prelevare gas dalla rete di distribuzione, per usarlo nel proprio impianto.

Il cliente finale che realizza un nuovo impianto, affida  i lavori (per esempio l’installazione della caldaia o dei fornelli) a un installatore in possesso del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali previsti dalla legge oppure, in alternativa, in possesso di una visura camerale che attesti gli stessi requisiti. L’installatore ha quindi l’obbligo di certificare  la corretta progettazione, esecuzione e verifica dell’impianto di utenza, nel rispetto dei criteri essenziali di sicurezza ai fini della pubblica incolumità.

Il cliente farà poi la richiesta di attivazione al venditore con cui ha stipulato il contratto di fornitura; il venditore è tenuto a trasmettere la richiesta al distributore.

In occasione della richiesta di attivazione della fornitura, la società di vendita consegna al cliente finale:

  • l’allegato G/40 contente le informazioni esplicative della procedura di richiesta di attivazione della fornitura,
  • l’allegato H/40 (conferma della richiesta di attivazione della fornitura già compilato nella sezione di propria competenza) che dovrà essere completato e firmato dal cliente,
  • l’allegato I/40 (attestazione di corretta esecuzione dell’impianto) già compilato nella sezione di propria competenza, che dovrà essere compilato e firmato dall’installatore che ha realizzato l’impianto.

La documentazione sopra indicata e tutti gli allegati previsti devono essere trasmessi dal cliente al distributore territorialmente competente, al recapito indicato sulla stessa, entro e non oltre i 120 giorni solari successivi alla data di richiesta di attivazione della fornitura presentata al venditore, pena l’annullamento della richiesta e la necessità di presentarne una nuova.

Se la documentazione è completa e correttamente compilata in ogni sua parte e l’accertamento ha esito positivo, il distributore attiva la fornitura nei tempi previsti.

Se la documentazione non è completa, il distributore avvisa il cliente, indicandogli che cosa manca; il cliente dovrà inviare i documenti mancanti entro i successivi 30 giorni lavorativi; in mancanza il distributore non potrà procedere all’attivazione della fornitura e annullerà la richiesta. Se il distributore riscontra delle non conformità alle leggi e norme tecniche vigenti, informa il venditore ed  il cliente che l’accertamento ha avuto esito negativo. Il cliente dovrà presentare una nuova richiesta di attivazione, dopo aver eliminato le non conformità riscontrate e poter quindi ripresentare tutta la documentazione completa e conforme.

Una procedura simile si applica per gli impianti non nuovi ma modificati (ossia che hanno subito operazioni di ampliamento o manutenzione straordinaria) o trasformati (ossia precedentemente alimentati con altro tipo di gas), anch’essi soggetti ad accertamento documentale.

La fornitura viene attivata dal distributore locale entro 10 giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto la richiesta inviata dal venditore per conto del cliente finale.

Per una nuova fornitura, una volta che l’allacciamento alla rete di distribuzione è già stato realizzato, il distributore deve verificare la documentazione tecnica relativa all’impianto interno del cliente finale, per accertare se l’impianto è stato installato nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza (cosiddetto accertamento documentale). Se l’esito dell’accertamento è positivo, il distributore deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la documentazione richiesta completa e correttamente compilata; se la documentazione pervenuta non è completa, il distributore invita il cliente ad integrare la documentazione entro i successivi 30 giorni lavorativi, pena l’annullamento della richiesta.

Indipendentemente dal fatto che l’esito dell’accertamento sia positivo o negativo, il costo dell’accertamento documentale viene addebitato dal venditore nella prima fattura utile. L’importo è variabile in funzione della portata termica complessiva dell’impianto. Per utenti domestici (impianti con portata termica complessiva fino a 35 kW) l’importo è pari a 47 euro.

La prestazione di attivazione ha un costo, a favore del distributore, pari a 30 € se il contatore è fino alla classe G6, a 45 € per contatori più grandi. Tale costo si somma a quello dell’accertamento documentale, ove previsto.

Subentro

Il subentro, a differenza della voltura, è l’attivazione della fornitura da parte di un nuovo cliente e con qualsiasi società di vendita in seguito alla cessazione del contratto da parte del precedente cliente, che ha richiesto anche la disattivazione del contatore.

La richiesta è equiparata a una richiesta di attivazione e va presentata, secondo le modalità previste, alla società di vendita che la trasmette al distributore.

Se l’impianto del cliente è stato nel frattempo modificato (ha subito operazioni di ampliamento o manutenzione straordinaria) o trasformato (in precedenza alimentato con altro tipo di gas), al cliente finale verrà richiesta, dalla società di vendita, la documentazione che serve al distributore per verificarne i requisiti di sicurezza.

Il distributore territorialmente competente deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la richiesta di subentro da parte della società di vendita.

L’impresa di distribuzione competente per territorio.

La prestazione di attivazione ha un costo, addebitato dal distributore territorialmente competente, pari a 30 € se il contatore è fino alla classe G6 e a 45 € per contatori superiori alla classe G6.

Disattivazione

È l’operazione necessaria per cessare, attraverso la chiusura del relativo contatore, l’alimentazione materiale della fornitura di energia elettrica (anche con l’apposizione di sigilli o con la rimozione del contatore).

La disattivazione della fornitura va richiesta dal cliente al proprio venditore, secondo le modalità dallo stesso indicate. Si ricorda che, per sciogliere anche il contratto di fornitura, è necessario inviare al venditore il recesso nel rispetto del termine di preavviso massimo previsto dalla normativa sul recesso (un mese).

La richiesta di disattivazione deve essere trasmessa dal venditore al distributore che, a sua volta, deve provvedere alla disattivazione della fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta.

La prestazione di disattivazione su richiesta del cliente ha un costo, a favore del distributore, pari a 30 € se il contatore è fino alla classe G6, a 45 € per contatori più grandi. Nel mercato libero potrebbero esservi altri oneri aggiuntivi.

Se la fornitura è stata sospesa a seguito di un intervento nel corso del quale si è scoperta una situazione di potenziale pericolo per la pubblica incolumità (per esempio una fuga di gas), per ottenere la riattivazione il cliente deve presentare richiesta al distributore insieme con l’attestazione dell’esecuzione di messa a norma dell’impianto.

La fornitura deve essere riattivata entro 2 giorni feriali dalla data di ricevimento dell’attestazione d’avvenuta messa a norma dell’impianto da parte del venditore.

La fornitura può essere sospesa anche senza morosità e senza preavviso per:

  1. accertata appropriazione fraudolenta (furto) di gas (per il servizio di tutela);
  2. manomissione e rottura dei sigilli del contatore (per il servizio di tutela);
  3. uso degli impianti non conforme al contratto di vendita (per il servizio di tutela);
  4. garantire la pubblica incolumità rispetto a dispersioni di gas.

Appuntamenti col cliente

Se per realizzare l’allacciamento, per attivare la fornitura o per effettuare altre prestazioni è necessaria la presenza del cliente, il distributore dovrà concordare con lui un appuntamento.

Se il cliente chiede di posticipare la data proposta dal distributore, la durata del posticipo è esclusa dal calcolo del tempo di esecuzione della prestazione.

Informazioni Generali

Voltura

E’ la variazione della titolarità di una fornitura da un cliente ad un altro con il medesimo venditore con il quale è possibile negoziare anche nuove condizioni contrattuali, senza interruzione dell’erogazione di energia elettrica e di gas.

In base alla normativa, il venditore rifiuta la voltura qualora il cliente non dimostri anche tramite autocertificazione, di avere “titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare” (ad esempio, il contratto di locazione, l’atto di acquisto, ecc). 

Nell’ambito del mercato libero, invece, il venditore può rifiutare richieste di voltura per motivi diversi; il rifiuto deve essere comunicato al cliente richiedente entro 2 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta. 

Il venditore che ha rifiutato la voltura può, assolti gli obblighi di verifica dei titoli di attestanti proprietà, possesso o detenzione, recedere dal contratto di fornitura già in essere al momento della presentazione della richiesta di voltura. In questo caso, se il nuovo cliente finale non stipula un contratto con un altro venditore, sulla fornitura viene attivato il servizio di maggior tutela (se cliente domestico o non domestico BT/piccola impresa) o di salvaguardia.

La richiesta di voltura va presentata al venditore che sta già erogando il servizio, secondo le modalità previste dal venditore stesso. In base alla legge, il cliente che richiede la voltura deve dimostrare, anche tramite autocertificazione, di avere “titolo che attesti la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare”.

Il venditore, entro 2 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta completa di tutti i dati e le informazioni necessarie, deve comunicare al cliente finale richiedente, l’accettazione della voltura ed effettuare tutte le altre comunicazioni perché l’attivazione contrattuale possa essere registrata, ivi inclusa la data a decorrere dalla quale si richiede che la voltura abbia effetto. Se tutto è regolare, per la registrazione della voltura occorrono almeno 2 giorni lavorativi dalla comunicazione del venditore. Quindi il tempo tecnico minimo è pari a 4 giorni lavorativi dalla richiesta del cliente.

Il cliente che intende effettuare la voltura  e che non conosce le informazioni relative al fornitore del cliente precedente, può rivolgersi allo Sportello per il Consumatore di Energia; lo Sportello fornisce le informazioni utili entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta completa e correttamente inviata.

Nulla, il venditore gli invierà una comunicazione in cui lo informa della cessazione. Inoltre la rilevazione della lettura di voltura avviene a cura del distributore che, se non riesce ad accedere al contatore, farà una stima, utilizzando i dati storici che ha a disposizione.

Il distributore provvede a rilevare il dato di misura alla data di attivazione contrattuale e la mette a disposizione entro 5 giorni lavorativi dall’attivazione della fornitura. Se il dato viene raccolto in una data diversa, la lettura sarà comunque ricondotta alla data di attivazione, in base al profilo di prelievo associato al punto. Se il distributore non ha potuto rilevare il dato, valida l’autolettura acquisita dal cliente richiedente riconducendo il dato alla data di attivazione, sempre in base al profilo di prelievo del punto.  In tutti i casi di indisponibilità della misura, il dato deve essere stimato e validato dal distributore.

I clienti che hanno un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) devono pagare al venditore: un contributo fisso di 27,03 € per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore); un contributo fisso di 23 €; l’imposta di bollo (16,00 €) sul nuovo contratto come previsto dalla normativa fiscale.

I clienti che hanno scelto il mercato libero devono pagare al venditore: un contributo fisso di 27,03 € per oneri amministrativi (che vengono richiesti a favore del distributore); un eventuale addebito dei costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti.

L’esercente può comunque richiedere al cliente, al momento della conclusione del contratto, un deposito cauzionale o altra garanzia, come indicato nei singoli contratti e, nei casi previsti dalla normativa fiscale, il pagamento dell’imposta di bollo (16,00 €).

Qualora un cliente intenda acquisire la titolarità di una fornitura inserita nel servizio di ultima istanza (che viene attivato dal distributore territorialmente competente in determinate situazioni in cui un cliente finale si trovi senza fornitore, pur restando connesso alla rete e potendo perciò continuare a prelevare gas), il Fornitore di Ultima Istanza non può rifiutare la richiesta di voltura, a meno che il richiedente non soddisfi i requisiti per beneficiare del servizio oppure la nuova fornitura ecceda i limiti entro i quali il FUI si è impegnato a garantire la fornitura.

Qualora la fornitura di cui si intende chiedere la voltura sia erogata nell’ambito del servizio di default (che viene attivato per garantire il bilanciamento della rete di distribuzione  nei casi in cui un cliente non ha titolo per effettuare prelievi), il nuovo cliente non può richiedere la voltura all’esercente il servizio di default né attivare un contratto con un nuovo venditore nel mercato libero, fintanto che il relativo punto non sia fisicamente disalimentato. Successivamente, il cliente potrà richiedere l’attivazione alla società di vendita con la quale ha stipulato il contratto di fornitura, che è tenuta a trasmettere la richiesta al distributore.

In linea generale no, perché i debiti del precedente cliente sono riferiti ad un contratto diverso cui il nuovo cliente è totalmente estraneo. Il venditore ha la facoltà di richiedere una dichiarazione di estraneità al debito. E’ bene in ogni caso, nel mercato libero, analizzare le singole condizioni generali di contratto.

Potenza impegnata e altre variazioni

E’ il livello di potenza, espresso in kilowatt (kW), reso disponibile dal proprio venditore, per il quale è stato pagato il contributo di allacciamento.

E’ definita in base alle esigenze del cliente al momento della conclusione del contratto, in funzione del tipo e del numero di apparecchi elettrici normalmente utilizzati. Per la maggior parte delle abitazioni, la potenza impegnata è di 3 kW.

Per i clienti con potenza impegnata fino a 30 kW la potenza disponibile, cioè la potenza massima che può essere effettivamente prelevata senza che lo “scatto” automatico del limitatore interrompa l’erogazione di energia, corrisponde alla potenza impegnata aumentata almeno del 10%.

Per variare la potenza disponibile occorre presentare una richiesta al proprio venditore, che farà da tramite verso il distributore per quanto riguarda sia la formulazione del preventivo sia la conferma della richiesta di variazione da parte del cliente, se questi accetta il preventivo.

Se la variazione riguarda una fornitura con potenza disponibile entro i 6 kW, il venditore informa direttamente il cliente, all’atto della richiesta, circa i costi e il tempo massimo di esecuzione della prestazione (cosiddetto preventivo rapido). Se il cliente conferma di voler procedere, il venditore trasmette la richiesta al distributore, il quale esegue la prestazione entro il tempo massimo previsto.

Se non è possibile ricorrere al preventivo rapido, il venditore trasmette la richiesta al distributore; entro i successivi 15 giorni lavorativi il distributore formula un preventivo al venditore, che lo trasmette al cliente. Se il cliente accetta il preventivo, seguendo le modalità indicate nel preventivo stesso, il distributore esegue la prestazione entro i tempi indicati nel preventivo stesso.

Per le richieste di aumento della potenza, il distributore addebita al venditore:

  1. un contributo in quota fissa, che per le utenze in bassa tensione è pari a 26,48 euro; per le utenze domestiche, fino al 31 dicembre 2019 questo contributo non è dovuto;
  2. un contributo per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta, che per le utenze in bassa tensione è pari a 69,57 euro per ogni kW aggiuntivo. Per le utenze domestiche, fino al 31 dicembre 2019 questo valore è ridotto a 55 euro se il nuovo livello di potenza disponibile non è superiore a 6 kW, e non è dovuto se l’aumento viene richiesto dopo una diminuzione della potenza, per ripristinare il livello di potenza precedente.

Per le richieste di diminuzione della potenza, il distributore addebita al venditore il solo contributo in quota fissa; anche in questo caso per le utenze domestiche, fino al 31 dicembre 2019 questo contributo non è dovuto.

Per i clienti del mercato libero, il costo delle variazioni della potenza dipende da quanto previsto nei singoli contratti, fatto salvo che il distributore addebita comunque al venditore il contributo in quota fissa e quello per la potenza aggiuntiva richiesta, secondo le regole sopra indicate.

I clienti con un contratto a condizioni regolate dall’Autorità (maggior tutela) devono pagare al proprio venditore, oltre ai contributi addebitati dal distributore secondo le regole sopra indicate, anche un contributo fisso di 23 euro; la variazione della potenza comporta anche un adeguamento del deposito cauzionale ove applicato, in quanto quest’ultimo si determina in proporzione ai kW di potenza impegnata.

Per tutti i clienti, nelle bollette successive alla variazione, la quota potenza della tariffa per il trasporto e la gestione del contatore verrà applicata in base al nuovo livello di potenza.

Si, il cliente può richiedere al proprio venditore sia un aumento sia una riduzione della potenza impegnata, a seconda delle proprie effettive esigenze.

I livelli di potenza impegnata che il cliente può scegliere, per valori compresi entro i 30 kW, sono: 0,5 – 1 – 1,5 – 2 – 2,5 – 3 – 3,5 – 4 – 4,5 – 5 – 5,5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10 – 15 – 20 – 25 – 30.

L’impresa distributrice può comunque rendere disponibili ulteriori livelli di potenza.

Per consentire ai clienti di compiere una scelta informata sulla potenza impegnata ottimale, ogni bolletta indica il livello massimo di potenza prelevata per ogni mese compreso nel periodo di fatturazione; inoltre, almeno una volta l’anno, la bolletta indica il dettaglio dei livelli massimi di potenza prelevata per ciascuno degli ultimi 12 mesi.

Quando è necessario intervenire esclusivamente sul contatore, Il distributore deve aumentare la potenza entro 5 giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto, tramite il venditore, la richiesta del cliente (le tempistiche sono le stesse della richiesta di attivazione della fornitura).

In caso sia necessario effettuare lavori semplici o complessi (ossia l’intervento non è limitato al contatore), il cliente riceverà tramite il proprio venditore un preventivo, che il distributore è tenuto a mettere a disposizione entro 15 giorni lavorativi dal momento in cui ha ricevuto, tramite il venditore stesso, la richiesta del cliente.

Per ogni altra modifica del contratto di fornitura, la richiesta va presentata al venditore, il quale provvedere alla stessa se rientra nella sua competenza (ad esempio cambio indirizzo di recapito delle bollette o delle comunicazioni) o ne informa il distributore, per consentirgli di allineare le sue banche dati, nei tempi previsti per le singole variazioni. I tempi decorrono dalla data di effetto della variazione o dal momento in cui il venditore ne viene a conoscenza.

Se i clienti già alimentati in bassa tensione vogliono passare alla media tensione devono pagare tre componenti forfetarie:

  1. una quota potenza relativa alla potenza disponibile aggiuntiva richiesta di 55,38 per ogni kW in più messo a disposizione;
  2. una quota fissa di 436,79 €;
  3. un contributo fisso per oneri amministrativi pari a 26,48 €.